REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE
E DELLE COMMISSIONI CONSIGLIARI
Approvato con
deliberazione del Consiglio comunale n. 26 del 9.5.97
Modificato con
deliberazioni di Consiglio comunale n. 4 e 5 del 26.1.1998
SOMMARIO
SEZIONE I - DISPOSIZIONI PRELIMINARI
Articolo 1- Materia
del Regolamento
SEZIONE II - I CONSIGLIERI COMUNALI
Articolo 3 -
Consiglieri Comunali
Articolo 4 -
Divieto di mandato imperativo - Responsabilità personale
Articolo 5 -
Esenzione da responsabilità....................................
Articolo 6 -
Indennità di presenza e rimborso spese.
Articolo 8 -
Partecipazione alle sedute del Consiglio
Articolo 10 -
Obbligo di elezione di domicilio
Articolo 11 -
Funzioni rappresentative
SEZIONE III - PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Articolo 12 -
Funzioni del Presidente del Consiglio.
Articolo 13 -
Prima seduta del Consiglio. Nomina Presidente
Articolo 14 -
Revoca e dimissioni del Presidente del
Articolo 15 -
Vice Presidente del Consiglio
Articolo 16 -
Ufficio di Presidenza
SEZIONE IV - I GRUPPI CONSILIARI
Articolo 17 -
Costituzione dei Gruppi consiliari
SEZIONE V - DISCIPLINA DELLE INTERROGAZIONI
Articolo 18 -
Presentazione delle interrogazioni
Articolo 19 -
Interrogazioni con risposta scritta
Articolo 20 -
Interrogazioni con risposta verbale
SEZIONE VI - PRESENTAZIONE DI MOZIONI
Articolo 21 -
Presentazione di mozioni
Articolo 22 -
Presentazione di ordini del giorno
SEZIONE VII - DIRITTO D’ACCESSO AGLI ATTI E
Articolo 23 -
Diritto d’accesso alle informazioni
Articolo 24 -
Accesso alle informazioni verbali
Articolo 25 -
Accesso alla consultazione di atti
Articolo 26 -
Rilascio di copie di atti
SEZIONE VIII - APPROVAZIONE DEGLI INDIRIZZI DI GOVERNO E
MOZIONE DI SFIDUCIA
Articolo 27 -
Approvazione degli indirizzi generali di governo
Articolo 28 -
Mozione di sfiducia
CAPO II - LA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO
SEZIONE I - L’AVVISO DI CONVOCAZIONE
Articolo 30 -
Convocazione d’iniziativa del Presidente del Consiglio
Articolo 31 -
Convocazione su richiesta del Sindaco.
Articolo 32 -
Convocazione su richiesta di un quinto dei
Articolo 33 -
Convocazione su richiesta di 250 titolari di diritto di partecipazione
Articolo 34 -
Notifica ai Consiglieri
Articolo 35 -
Termini per la notifica
Articolo 36 -
Convocazione d’urgenza
SEZIONE II - L’ORDINE DEL GIORNO
Articolo 37 -
Norme di compilazione
Articolo 38 -
Le proposte di deliberazione
Articolo 39 -
La formazione dell’ordine del giorno
Articolo 40 -
Deposito delle proposte di deliberazione
CAPO III - LE ADUNANZE CONSILIARI
SEZIONE I - LA SEDE E LE SESSIONI
SEZIONE II - LA
PUBBLICITA’ DELLE SEDUTE
Articolo 43 -
Sedute pubbliche e sedute segrete
Articolo 44 -
Adunanze “aperte”
SEZIONE III - PARTECIPAZIONE DEL SINDACO E
Articolo 45 -
Partecipazione del Sindaco alle adunanze
Articolo 46 -
Partecipazione degli Assessori alle adunanze
SEZIONE IV - LA PRESENZA DEI CONSIGLIERI
Articolo 48 -
Sedute di prima convocazione
Articolo 49 -
Sedute di seconda convocazione
SEZIONE V - DISCIPLINA DELLE SEDUTE
Articolo 50 -
Comportamento dei Consiglieri
Articolo 51 -
Norme generali per gli interventi
Articolo 52 -
Tumulti in sala.
Articolo 53 -
Comportamento del pubblico
Articolo 54 -
Ammissione di funzionari in sala
SEZIONE VI - COMUNICAZIONI, INTERROGAZIONI,
Articolo 55 -
Ordine e tempi di trattazione
Articolo 57 -
Risposta alle interrogazioni
Articolo 58 -
Trattazione delle mozioni e degli ordini del
SEZIONE VII - DISCUSSIONE DELLE DELIBERAZIONI
Articolo 59 -
Ordine di trattazione degli argomenti
Articolo 60 -
Norme generali per la discussione
Articolo 62 -
Questione pregiudiziale o sospensiva
Articolo 63 -
La mozione d’ordine
Articolo 66 -
Chiusura della discussione
Articolo 67 -
Dichiarazioni di voto
Articolo 68 -
Modalità generali di votazione
Articolo 69 -
Ordine delle votazioni
Articolo 70 -
Astensione obbligatoria
Articolo 71 -
Votazioni per appello nominale
Articolo 72 -
Votazioni per le nomine
Articolo 73 -
Votazione di atti complessi
Articolo 74 -
Esito delle votazioni
SEZIONE IX - CONCLUSIONE DELLE SEDUTE
Articolo 75 -
Ora di chiusura delle sedute
Articolo 76 -
Termine della seduta
Articolo 77 -
Sospensione della seduta e rinvio ad altro giorno
SEZIONE X - VERBALI DELLE ADUNANZE
Articolo 78 -
Redazione dei verbali
Articolo 79 -
Contenuto dei verbali
Articolo 80 -
Firma dei verbali
Articolo 81 -
Pubblicazione delle deliberazioni
Articolo 82 -
Rilascio di copie di deliberazioni
CAPO IV - PUBBLICITA’ DELLE SPESE ELETTORALI
SEZIONE I - IL BILANCIO PREVENTIVO DI SPESA
Articolo 83 -
Soggetti tenuti alla presentazione
Articolo 84 -
Modalità di compilazione del bilancio.
Articolo 85 -
Pubblicità dei bilanci preventivi
SEZIONE II - IL RENDICONTO DELLE SPESE SOSTENUTE
Articolo 86 -
Soggetti tenuti alla presentazione
Articolo 87 -
Modalità di compilazione del rendiconto
Articolo 88 -
Pubblicità dei rendiconti
TITOLO II - DELLE COMMISSIONI CONSILIARI
CAPO I - LE COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI
SEZIONE 1 - LA CONFERENZA DEI CAPI GRUPPO
Articolo 89 -
Composizione della Conferenza
Articolo 90 -
Competenze della Conferenza
Articolo 91 -
Convocazione della Conferenza
Articolo 92 -
Svolgimento delle riunioni
SEZIONE II - LE COMMISSIONI CONSILIARI
Articolo 94 -
Istituzioni delle Commissioni
Articolo 95 -
Composizione delle Commissioni
Articolo 96 -
Competenze delle Commissioni
Articolo 97 -
Nomina delle Commissioni
Articolo 98 -
Presidenza e segreteria delle Commissioni
Articolo 99 -
Convocazione delle Commissioni
Articolo 100
- Svolgimento delle riunioni
Articolo 102
- Sedute congiunte
Articolo 103
- Norma di rinvio
CAPO II - LE COMMISSIONI SPECIALI
SEZIONE I - LE COMMISSIONI DI INDAGINE E DI INCHIESTA
Articolo 104
- Costituzione della Commissione
Articolo 105
- Competenze e poteri della Commissione
Articolo 106
- Durata dei lavori e relazione finale.
Articolo 107
- Svolgimento delle sedute
Articolo 108
- Limiti delle indagini
Articolo 109
- Entrata in vigore del regolamento
1.
Il presente regolamento disciplina i diritti e i doveri dei Consiglieri
comunali nell’espletamento delle loro funzioni istituzionali, la convocazione e
le adunanze del Consiglio, la pubblicità delle spese elettorali, nonché il funzionamento delle Commissioni consiliari.
2.
Le decisioni su eventuali casi non disciplinati dalla legge, dallo
Statuto e dal presente regolamento, nonché
l’interpretazione delle norme regolamentali, competono al Presidente del
Consiglio sentiti, su casi di particolare rilevanza, il Segretario comunale, il
Sindaco e la Conferenza dei Capi Gruppo.
1.
Copia del presente regolamento viene inviata al
Sindaco e ai Consiglieri neoeletti in occasione della notifica della elezione,
nonché agli Assessori nominati dal Sindaco.
2.
Una copia del regolamento è tenuta a disposizione dei Consiglieri durante
le adunanze del Consiglio e delle Commissioni consiliari; altra copia è a
disposizione del pubblico.
1.
L’elezione, l’entrata e la durata in carica, le dimissioni, le
prerogative, le facoltà ed i diritti dei Consiglieri sono disciplinati dalla
legge.
1.
Ai Consiglieri comunali non può mai essere dato mandato imperativo; se
dato non è vincolante.
2.
Ciascun Consigliere comunale è responsabile, personalmente, dei voti che
esprime in favore o contro i provvedimenti trattati dal Consiglio.
3.
Nell’adempimento delle civiche funzioni egli ha pertanto piena libertà
d’azione, d’espressione, di opinione e di voto.
1.
Sono esenti da responsabilità amministrativa, contabile, civile e penale
i consiglieri che non abbiano preso parte alle deliberazioni
o abbiano espresso voto contrario, facendone constatare i motivi nel verbale.
1.
I Consiglieri hanno diritto alla indennità di
presenza per ciascuna adunanza a cui abbiamo partecipato, nella misura fissata
dalla legge.
2.
I Consiglieri che risiedono fuori dal Comune
hanno il diritto al rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute
entro i limiti del territorio provinciale per la partecipazione alle adunanze
consiliari e alle riunioni delle Commissioni di cui fanno parte.
3.
Su richiesta scritta e motivata del Presidente del
Consiglio, il Sindaco può delegare uno o più Consiglieri ad effettuare missioni
fuori dal territorio comunale.
4.
Ai Consiglieri che si rechino, per ragioni del
loro mandato, fuori dal territorio comunale, spetta il rimborso delle spese di
viaggio e delle altre spese di pernottamento e soggiorno effettivamente
sostenute e documentate.
5.
L’Economo comunale corrisponde al Consigliere che ne faccia
richiesta una anticipazione di fondi nel limite della spesa presunta. Entro
dieci giorni dal compimento della missione il Consigliere deve presentare il
rendiconto delle spese, regolarmente documentato. Sono ammesse al rimborso tutte le spese giustificate.
6.
In caso di mancata presentazione del rendiconto e della documentazione
delle spese sostenute, il Sindaco invita il Consigliere cui sia
concessa una anticipazione di spesa a produrre tale documentazione o a
rimborsare l’anticipazione ricevuta.
7.
Ove il Consigliere persista nella mancata esibizione della
documentazione, il Sindaco dispone il recupero dei fondi anticipati a valere su
quanto maturato a favore del soggetto per indennità di presenza o altri
rimborsi di spese, a partire dal terzo mese dalla data della missione. Sono comunque fatte salve le necessarie azioni per il recupero
dell’importo anticipato.
8.
I Consiglieri, fermo il rimborso delle spese di viaggio, possono optare, in luogo del rimborso delle spese sostenute, per
l’indennità di missione prevista dalle vigenti disposizioni.
9.
I Consiglieri inviati in missione a spese del Comune devono depositare
relazione scritta agli atti del Consiglio. Tale relazione sarà esaminata dalla
Commissione consiliare competente, o eventualmente dal Consiglio comunale,
nella prima riunione successiva alla missione.
1.
Le dimissioni dalla carica devono essere presentate dai
Consiglieri per iscritto, con lettera da indirizzarsi al Presidente del
Consiglio, possono essere motivate dal dimissionario.
2.
Il presidente del Consiglio dà comunicazione al Consiglio Comunale nella
prima adunanza successiva.
3.
Il Presidente del Consiglio è tenuto a riunire l’assemblea entro venti
giorni dalla data di presentazione delle dimissioni, per procedere alla
surrogazione del dimissionario.
4.
Le dimissioni dei Consiglieri sono irrevocabili dopo l’acquisizione della
lettera al protocollo generale del Comune, non necessitano
di presa d’atto e diventato efficaci una volta adottata dal Consiglio la
deliberazione di surrogazione che deve avvenire entro 20 gg. dalla data di
presentazione delle dimissioni.
5.
Fino a tale momento, il Consigliere dimissionario mantiene tutte le
prerogative della carica, compresa la partecipazione a pieno titolo alle sedute
del Consiglio.
6.
Il Consiglio dichiara la deliberazione di surrogazione immediatamente
eseguibile con apposita e separata votazione.
7.
L’intervenuta efficacia delle dimissioni comporta la decadenza da tutte
le Commissioni e da tutte le cariche alle quali l’interessato era stato eletto in virtù della qualifica di Consigliere
comunale.
1.
Il Consigliere comunale è tenuto a partecipare alle sedute del Consiglio.
2.
I Consiglieri che non intervengono a una intera
sessione ordinaria, senza giustificati motivi, sono dichiarati decaduti. La
decadenza è pronunciata dal Consiglio Comunale.
3.
In caso di assenza, la giustificazione può
avvenire mediante comunicazione motivata, scritta o verbale, inviata dal
Consigliere al Presidente del Consiglio. La giustificazione può essere fornita
anche con motivata comunicazione del Capo dal Gruppo cui appartiene il
Consigliere assente.
4.
All’inizio dell’adunanza, il Presidente del Consiglio ed i Capi Gruppo
comunicano all’assemblea le giustificazioni pervenute.
5.
I consiglieri comunali possono presentare la giustificazione per il
mancato intervento alle sedute anche successivamente,
sempre prima però che il Consiglio deliberi sulla loro decadenza, pronunciata
la quale nessuna ulteriore giustificazione è più ammessa.
6.
Ogni Consigliere può, con lettera indirizzata al Presidente del
Consiglio, chiedere di essere considerato in congedo per una o più sedute, fino
ad un massimo di tre, senza obbligo di fornire motivazione. Il Presidente del
Consiglio ne dà comunicazione all’assemblea nella prima seduta.
7.
Le giustificazioni e i congedi sono riportati nel verbale della seduta.
8.
Il Consigliere che si assenta definitivamente dall’adunanza deve, prima
di lasciare la sala, avvisare il Segretario comunale affinché sia presa nota a
verbale.
1.
La nomina dei rappresentanti del Consiglio presso enti, aziende e
istituzioni, qualora sia espressamente previsto dalla legge, compete al
Consiglio stesso con le modalità previste dall’art. 72
del presente regolamento.
1.
I Consiglieri non residenti nel Comune, al fine di rendere agevole e
tempestivo il recapito delle comunicazioni e delle notifiche loro dirette, sono
tenuti ad eleggere domicilio nel territorio.
2.
L’elezione di domicilio deve essere fatta per iscritto, indicando
cognome, nome ed indirizzo del domiciliatario, ed
inoltrata al Segretario comunale.
1.
Per la partecipazione del Comune a particolari cerimonie o celebrazioni,
può essere costituita una delegazione consiliare composta da
un rappresentante per ciascun Gruppo consiliare, che interviene assieme al
Sindaco, agli Assessori e al Presidente del Consiglio.
2.
Le designazioni sono effettuate dai Capi Gruppo
e comunicate al Sindaco e al Presidente del Consiglio.
1.
Il Presidente del Consiglio rappresenta l’intero Consiglio comunale in
tutte le sedi istituzionali, ne è l’oratore ufficiale,
ne tutela la dignità e le funzioni.
2.
Nell’esercizio delle sue funzioni il Presidente si ispira
a criteri di imparzialità ed autonomia
intervenendo a difesa delle prerogative del Consiglio e dei diritti dei singoli
Consiglieri.
3.
Il Presidente ha l’iniziativa delle attività di informazione,
di consultazione, di studio e di organizzazione necessarie per favorire il
miglior funzionamento del Consiglio e delle Commissioni.
4.
Il Presidente del Consiglio convoca l’assemblea con le modalità
e nei termini previsti dal Titolo I, Capo II, del presente regolamento.
5.
Il Presidente del Consiglio presiede le adunanze consiliari. Applicando
le norme contenute nel Titolo I, Capo III, del
presente regolamento, modera la discussione, concede la facoltà di parlare,
pone o precisa i termini delle questioni sulle quali si discute e si vota,
stabilisce l’ordine delle votazioni, ne controlla e proclama il risultato,
richiama i Consiglieri al rispetto del regolamento.
6.
Il Presidente del Consiglio convoca e presiede la Conferenza dei Capi
Gruppo nei modi e nei termini previsti dal Titolo II, Capo I, del presente regolamento.
7.
Nei casi di assenza o impedimento del
Presidente, le funzioni sono esercitate dal Vice Presidente; in assenza o
impedimento anche di quest’ultimo, dal Consigliere
anziano.
1.
La prima seduta del Consiglio viene convocata
dal Sindaco entro il termine perentorio di dieci giorni dalla proclamazione e
deve tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione.
2.
La prima seduta è presieduta dal Consigliere anziano fino alla elezione del Presidente. Qualora il Consigliere anziano
sia assente o rifiuti di presiedere l’assemblea, la presidenza è assunta dal
Consigliere che, nella graduatoria di anzianità
determinata ai sensi di legge, occupa il posto immediatamente successivo.
3.
Espletate le operazioni di convalida ed eventuale
surrogazione degli eletti, il Consiglio procede alla nomina del Presidente, con
la maggioranza assoluta dei 2/3 dei componenti assegnati.
4.
Il Presidente eletto assume immediatamente le funzioni e la seduta
prosegue per la nomina del Vice Presidente per la comunicazione dei componenti della Giunta e la discussione e approvazione
degli indirizzi generali di governo.
5.
Qualora nessun candidato ottenga la prevista
maggioranza, alla nomina del Presidente si provvede, con la maggioranza
assoluta dei voti dei consiglieri assegnati. Se nessun candidato ottiene tale maggioranza si procede, nella stessa seduta, ad un’ulteriore
votazione di ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior
numero di voti nell’ultima votazione. In caso di parità nel ballottaggio, risulta eletto Presidente il consigliere più anziano di età.
1.
Il Presidente del Consiglio può essere revocato dall’assemblea, con il
voto palese dei 2/3 dei consiglieri
assegnati, per gravi e comprovati motivi.
2.
La proposta di revoca può essere
presentata da un terzo dei Consiglieri assegnati, per iscritto e motivata, insieme con la richiesta di convocazione del
Consiglio.
3.
La proposta di revoca viene discussa non prima
di 20 gg. e comunque non oltre la
terza seduta del Consiglio Comunale
successivo alla sua presentazione e votata all’inizio della seduta; se
approvata, la revoca è dichiarata immediatamente esecutiva e la presidenza
dell’assemblea è assunta dal Vice Presidente per la prosecuzione dei lavori.
4.
Le dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio sono presentate per
iscritto. Esse sono irrevocabili dal
momento dell’acquisizione al protocollo, non necessitano
di presa d’atto e diventano efficaci una volta adottata dal Consiglio la
deliberazione di surrogazione.
1.
Il Vice Presidente del Consiglio esercita tutte le funzioni proprie del
Presidente nei casi di assenza o impedimento di quest’ultimo.
2.
Il Vice Presidente viene eletto dal Consiglio
immediatamente dopo la nomina del Presidente e con le medesime modalità.
3.
Il Vice Presidente può essere revocato dal Consiglio per gli stessi
motivi e con le medesime modalità previste per la
revoca del Presidente.
4.
Per le dimissioni volontarie del Vice Presidente si applicano le
procedure previste per le dimissioni del Presidente.
1.
Il Presidente e il Vice Presidente del Consiglio costituiscono l’Ufficio
di Presidenza.
2.
L’Ufficio di Presidenza si riunisce ogni qual volta sia
necessario con l’assistenza del responsabile dell’Ufficio segreteria
organi istituzionali.
3.
L’ufficio di Presidenza:
a)
coordina i lavori del Consiglio, della Conferenza dei Capi
Gruppo e delle Commissioni comunali
nelle forme previste dal presente regolamento;
b)
sottopone alla Conferenza dei Capi Gruppo proposte relative
all’andamento dei lavori consiliari,
alla trattazione delle interrogazioni, mozioni e ordini del giorno, e, in
generale, all’attività del Consiglio comunale;
c)
propone agli organi competenti dell’Ammini-strazione
iniziative, studi, ricerche e attività volte a valorizzare e qualificare il
ruolo del Consiglio comunale.
d)
assiste i Consiglieri comunali nell’esercizio delle loro
funzioni di indirizzo e di controllo.
1.
I Consiglieri eletti nella medesima lista formano di regola un Gruppo
consiliare. Nel corso del ciclo amministrativo i Consiglieri sono tenuti a
comunicare tempestivamente al Presidente del Consiglio, per iscritto, gli
eventuali mutamenti intercorsi in ordine alla
appartenenza ai rispettivi gruppi.
2.
Nel caso che una lista presentata alle elezioni abbia
avuto eletto un solo Consigliere, a questi sono riconosciuti i diritti e
la rappresentanza spettanti a un Gruppo consiliare.
3.
Nuovi Gruppi Consiliari debbono essere costituiti da almeno due consiglieri.
4.
Singoli consiglieri fuoriusciti da Gruppi consiliari diversi,
costituiscono un unico Gruppo misto.
5.
Ogni Gruppo deve comunicare al Segretario Generale, con lettera
sottoscritta dalla maggioranza dei componenti, il nome
del proprio Capogruppo e dell’eventuale Vice Capogruppo entro il giorno
precedente alla prima adunanza del Consiglio neo eletto.
6.
Le successive variazioni della persona del Capogruppo e del Vice
Capogruppo sono comunicate al Presidente del Consiglio e al Segretario
Generale.
7.
In mancanza di tali comunicazioni, vengono
considerati Capogruppo e Vice Capogruppo nell’ordine, i Consiglieri del Gruppo
più “anziani” in base alla rispettiva cifra individuale.
8.
Il Comune mette a disposizione dei Gruppi consiliari idonei locali e
attrezzature.
1.
Ogni Consigliere ha il diritto di presentare interrogazioni al Presidente
del Consiglio Comunale, il quale provvederà a
trasmetterle al Sindaco disponendo per l’iscrizione all’ordine del giorno.
2.
L’interrogazione presentata per avere informazioni circa la sussistenza o
la verità di un fatto determinato o per
conoscere i motivi, i criteri e gli intendimenti in base ai quali sono stati
adottati taluni provvedimenti o sono stati o saranno trattati determinati
affari , deve essere redatta per iscritto e firmata dall’interrogante;
deve essere formulata in modo chiaro, conciso ed in termini corretti.
3.
L’interrogante deve esplicitamente dichiarare se intende ricevere
risposta scritta, oppure verbale nel corso dell’adunanza consiliare; una opzione esclude l’altra. In assenza di
indicazioni, si intende richiesta risposta verbale.
4.
Eccezionalmente, possono essere presentate interro-gazioni verbali
durante le sedute consiliari; le modalità della
presentazione e della risposta sono disciplinate dall’art. 56 del presente
regolamento.
5.
Su richiesta dell’interrogante, l’interrogazione può
essere trattata nella prima seduta della Commissione consiliare competente
successiva alla presentazione dell’in-terrogazione, anziché in Consiglio Comunale.
1.
Qualora l’interrogante richieda risposta scritta, la
stessa deve essere inoltrata al domicilio del Consigliere entro quindici giorni
lavorativi dalla data di presentazione dell’interrogazione.
2.
La risposta è data dal Sindaco o dall’Assessore delegato per quella
determinata materia.
3.
La risposta può anche consistere nella trasmissione di una relazione del
Dirigente di Settore competente, qualora investa
questioni di natura esclusivamente tecnica o amministrativa.
4.
Nel caso in cui la risposta non sia fornita
entro quindici giorni lavorativi, l’interrogante può segnalare l’inadempienza
al Presidente del Consiglio; questi invita formalmente il Sindaco a rispondere
entro i successivi cinque giorni lavorativi.
1.
Qualora l’interrogante richieda risposta verbale in Consiglio,
l’interrogazione viene iscritta nello apposito elenco
delle interrogazioni da trattare nella prima seduta consiliare.
2.
La risposta alle interrogazioni di cui al
comma 1 avviene di norma nella prima seduta consiliare utile, fatta comunque salva la facoltà del Sindaco di rispondere entro
quindici giorni lavorativi dalla presentazione.
3.
Le interrogazioni vengono trattate nell’ordine
cro-nologico di presentazione, salvo diversa decisione della Conferenza dei
Capi Gruppo.
4.
La trattazione delle interrogazioni
non può occupare più di un’ora per ogni adunanza consiliare, salvo i
casi previsti nel successivo comma quinto.
5.
Nel caso in cui sia ampiamente prevedibile che
non tutte le interrogazioni possano avere risposta entro l’ora regolamentare,
il Presidente del Consiglio, prima di convocare la successiva adunanza, sentiti
il Sindaco ed i Capi Gruppo e in relazione al numero e all’importanza degli
affari da iscrivere all’ordine del giorno, può disporre una deroga al limite di
tempo di cui al comma quarto. Il maggior tempo così fissato per la trattazione
delle interrogazioni viene reso noto ai Consiglieri
con l’avviso di convocazione o all’inizio della seduta.
6.
Le modalità di trattazione delle interrogazioni
nel corso della seduta consiliare sono disciplinate dall’art.57
del presente regolamento.
7.
L’interrogante che abbia richiesto risposta verbale può sempre optare, prima che la medesima sia data in Consiglio, per la
risposta scritta, rinunciando alla trattazione verbale. In tale caso, la
risposta scritta deve comunque essere fornita entro
quindici giorni lavorativi dalla presentazione dell’interrogazione o, se tali
termini sono già trascorsi, entro cinque
giorni dalla seduta consiliare.
1.
Il Sindaco e ogni singolo Consigliere possono presentare mozioni da
sottoporre alla discussione ed approvazione del Consiglio Comunale.
2.
La mozione riguarda esclusivamente materie di competenza del Consiglio comunale
e può avere lo scopo:
a) di proporre al Consiglio un
dibattito ed una votazione su criteri, atteggiamenti, posizioni o decisioni che
si ritiene l’Amministrazione debba adottare nella trattazione di un particolare
affare;
b) di provocare un giudizio del Consiglio
comunale su criteri, atteggiamenti, posizioni o decisioni assunte
dall’Amministrazione nella trattazione di un particolare affare.
3.
La mozione viene presentata in forma scritta al
Presidente del Consiglio; essa deve
indicare chiara-mente la proposta che il consiglio sarà chiamato a
votare.
4.
Il Presidente del Consiglio, in occasione della riunione della Conferenza
dei Capi Gruppo di cui al successivo
articolo 30, verifica la possibilità di
trovare l’accordo su un testo che ottenga il consenso
del proponente e di tutti i Gruppi.
5.
Le mozioni connesse ad argomenti iscritti all’ordine del giorno vengono trattate contestualmente a tali argomenti.
6.
Quando la mozione venga presentata nel corso di
una seduta consiliare il Presidente, senza dar luogo a discussione su di essa,
ne fa prendere atto a verbale assicurando che la stessa sarà iscritta
all’ordine del giorno della seduta immediatamente successiva a quella di
presentazione, a meno che essa non sia relativa ad argomenti iscritti
all’ordine del giorno della seduta in corso; in tal caso il Consiglio Comunale
decide a maggioranza se procede alla sua discussione e votazione prima
dell’argomento a cui si riferisce.
7.
Sulle mozioni possono essere presentati emendamenti che vengono discussi e votati osservando le norme del presente
regolamento.
3.
Il Sindaco e ogni singolo Consigliere possono presentare ordini del
giorno da sottoporre alla discussione ed approvazione del Consiglio comunale.
4.
L’ordine del giorno può riguardare qualsiasi fatto o problema di
carattere politico o sociale generale locale, nazionale o internazionale, sul
quale si ritenga opportuno che la comunità locale,
attraverso il Consiglio, esprime
valutazioni, auspici, proposte o richieste.
5.
L’ordine del giorno viene presentato in forma
scritta al Presidente del Consiglio; esso deve indicare chiaramente la proposta
che il Consiglio sarà chiamato a votare.
6.
IL Presidente del Consiglio, in occasione della Conferenza dei Capi
Gruppo di cui al successivo articolo 30, verifica la possibilità di trovare
l’accordo su un testo che ottenga il consenso del
proponente e di tutti i Gruppi.
7.
Qualora la proposta di ordine del giorno venga
presentata nel corso di una seduta consiliare il Presidente, senza dar luogo a
discussione su di essa, ne fa prendere atto a verbale assicurando che la stessa
sarà iscritta all’ordine del giorno della seduta immediatamente successiva a
quella di presentazione.
8.
Sugli ordini del giorno proposti possono essere presentati emendamenti
che vengono discussi e votati osservando le norme del
presente regolamento.
9.
Il Consiglio stabilisce, tenuto conto delle indicazioni formulate dal
proponente, le forme di pubblicità da darsi agli ordini del giorno approvati.
Il Sindaco dispone in conformità a tali decisioni.
1.
I Consiglieri comunali hanno il diritto di ottenere dagli uffici del
Comune, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti,
tutte le notizie ed informazioni utili all’espletamento del proprio mandato,
secondo le modalità stabilite nella presente Sezione.
2.
I Consiglieri sono tenuti al segreto nei casi specificatamente
determinati dalla Legge.
1.
Le richieste di informazioni verbali agli uffici
devono essere indirizzate esclusivamente al Dirigente di Settore competente;
questi può delegare, per la risposta, un
dipendente del Settore.
2.
Il Dirigente può procrastinare le risposte, in funzione della qualità e
quantità delle informazioni richieste, ad un giorno successivo da concordarsi,
qualora, l’immediato soddisfacimento delle richieste, ostacoli gravemente lo
svolgimento dei compiti d’ufficio.
1.
La richiesta di consultazione di atti detenuti
da uno specifico ufficio deve essere inoltrata verbalmente al Dirigente di
Settore competente; questi può delegare, per la risposta, un dipendente del Settore.
2.
Il Dirigente può procrastinare la consultazione, in funzione della
qualità e quantità degli atti da consultare, ad un giorno successivo da
concordarsi, qualora, l’immediato soddisfacimento della richiesta, ostacoli
gravemente lo svolgimento dei compiti d’ufficio.
3.
La consultazione di atti concernenti persone, che
contengano apprezzamenti sui meriti, demeriti, capacità, moralità,
comportamento pubblico e privato delle medesime, deve essere richiesta per
iscritto e autorizzata dal Sindaco, che può negare o procrastinare l’accesso,
dandone motivata comunicazione scritta al richiedente entro quindici giorni
dalla data della richiesta.
1.
I Consiglieri comunali hanno il diritto di ottenere, previa semplice
richiesta verbale all’ufficio che li detiene, copia dei regolamenti comunali,
delle deliberazioni del Consiglio e della Giunta, dei decreti e delle ordinanze
sindacali, nonché delle determinazioni dirigenziali.
2.
Il rilascio di copia di ogni altro atto o
documento deve essere richiesto per iscritto ed autorizzato dal Sindaco; l’eventuale
diniego deve essere motivato per iscritto entro quindici giorni dalla
richiesta.
3.
Contro il diniego, il richiedente può ricorrere al Presidente del
Consiglio comunale; questi, esaminati gli atti, può
confermare il diniego oppure invitare il Sindaco ad autorizzare il rilascio
delle copie richieste. La decisione spetta comunque al
Sindaco.
4.
Tutte le copie vengono rilasciate in esenzione
di spese e di imposta di bollo, senza formale autenticazione, e con
l’apposizione di una dicitura che specifichi che la copia è stata rilasciata
allo specifico Consigliere per le funzioni della carica.
1.
Il documento sottoscritto dal Sindaco neo eletto contenente la proposta
degli indirizzi generali di governo deve essere consegnato
ad ogni Consigliere almeno cinque giorni prima dell’adunanza successiva
all’elezione.
2.
Il Sindaco illustra al Consiglio il documento e comunica i nomi del Vice
Sindaco e degli Assessori da lui nominati.
3.
Il Consiglio discute il documento, che viene
successivamente posto in votazione.
4.
La proposta degli indirizzi generali di governo è approvata qualora
ottenga la maggioranza assoluta dei votanti.
5.
Se il Consiglio non approva il documento, il Presidente
dichiara chiusa la seduta che dovrà essere riconvocata con le formalità di
legge.
1.
La mozione di sfiducia al Sindaco e alla Giunta, motivata e sottoscritta
da almeno due quinti dei Consiglieri assegnati, deve essere presentata al
Presidente del Consiglio; questi ne trasmette copia al
Sindaco.
2.
Il Presidente del Consiglio convoca l’assemblea fissando la data
dell’adunanza non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla presentazione
della mozione di sfiducia.
3.
E’ fatto divieto di inserire altri affari nell’ordine del giorno
dell’adunanza convocata per discutere la mozione di sfiducia.
4.
Al termine della discussione, la mozione di sfiducia può essere ritirata
dai proponenti oppure messa ai voti.
5.
Singoli Consiglieri, già firmatari della mozione di sfiducia, possono
dichiarare nel corso del dibattito di ritirare la propria adesione al
documento. Parimenti, Consiglieri non firmatari della mozione di sfiducia
possono, nel corso del dibattito, sottoscrivere il documento.
6.
Qualora, a seguito del ritiro di una o più adesioni, il
numero dei firmatari rimasti sia inferiore ai due quinti dei Consiglieri
assegnati, la mozione di sfiducia si considera ritirata e la seduta è chiusa
senza porre in votazione il documento.
7.
La mozione di sfiducia viene votata in forma
palese per appello nominale, e risulta approvata qualora ottenga la maggioranza
assoluta dei componenti il Consiglio.
8.
La deliberazione che approva la mozione di sfiducia
viene inviata al controllo di legittimità entro tre giorni dall’approvazione
con richiesta di esame urgente.
1.
La convocazione del Consiglio comunale viene
effettuata dal Presidente del Consiglio a mezzo di avvisi scritti.
2.
Nel caso di assenza o impedimento del Presidente
del Consiglio, la convocazione compete al Vice Presidente del Consiglio; in
assenza o impedimento anche di quest’ultimo, al
Consigliere anziano.
3.
Il Presidente del Consiglio convoca l’adunanza:
a)
di propria iniziativa;
b)
su richiesta del Sindaco;
c)
su richiesta di almeno un quinto dei Consiglieri.
d)
su richiesta di almeno 250 titolari di diritto di
partecipazione
1.
Il Presidente del Consiglio può sempre convocare l’assemblea di propria
iniziativa.
2.
Ai fini della convocazione dell’adunanza, il Presidente riunisce la
Conferenza dei Capi Gruppo, invitando il
Sindaco, per fissare la data e l’ordine del giorno.
3.
Il Presidente del Consiglio è tenuto ad iscrivere all’ordine del giorno
dell’adunanza le proposte che il Sindaco o gli altri aventi diritto intendano in
tale occasione sottoporre all’approvazione dell’assemblea.
1.
La richiesta di convocazione deve essere inoltrata dal Sindaco al
Presidente del Consiglio per iscritto, insieme con l’elenco degli argomenti da
inserire all’ordine del giorno.
2.
Quando particolari evenienze rendano necessario
deliberare d’urgenza su un determinato affare, ed il rispetto dei normali
termini di convocazione possa comportare pregiudizio per il Comune e i
cittadini, il Sindaco può inoltrare al Presidente del Consiglio motivata
richiesta di convocazione urgente; in tal caso il Presidente deve riunire il
consiglio entro 48 ore. A questo scopo il Presidente del Consiglio convoca
d’urgenza, a mezzo telegramma o verbalmente, la Conferenza dei Capi Gruppo.
3.
Nel caso in cui, effettuate le notifiche degli
avvisi di convocazione, sopravvengano fatti che rendono necessario deliberare
urgentemente su qualche argomento di competenza consiliare, il Sindaco può
chiedere al Presidente del Consiglio di aggiungere tali argomenti all’ordine
del giorno, dandone notizia ai Consiglieri ed agli Assessori con la modalità e
nei termini fissati nei successivi articoli 34, 35 e 36.
4.
In caso di inadempienza agli obblighi di cui ai
precedenti commi, il Presidente del Consiglio è responsabile dei danni che
possono derivare al Comune dalla mancata approvazione di provvedimenti urgenti.
1.
La richiesta di convocazione, formulata per iscritto e firmata da almeno
un quinto dei Consiglieri, deve essere inoltrata al Presidente del Consiglio
insieme con gli schemi delle deliberazioni, redatti in conformità alle
disposizioni di cui all’art. 38, che si intendono
proporre all’approvazione del Consiglio.
2.
Il Presidente del Consiglio è tenuto a riunire il Consiglio entro un
termine non superiore a venti giorni dalla richiesta; a tale scopo, riunisce la
Conferenza dei Capi Gruppo, invitando il Sindaco, per fissare la data e
l’ordine del giorno.
3.
Nel caso in cui l’adunanza venga convocata su
richiesta di un quinto dei Consiglieri, il Presidente del Consiglio è comunque
tenuto ad iscrivere all’ordine del giorno anche eventuali argomenti proposti
dal Sindaco e dalla Giunta.
1.
250 titolari di diritto di partecipazione possono richiedere la convocazione
del Consiglio Comunale, chiedendo di inserire all’ordine del
giorno proposte di deliberazione, secondo la procedura indicata all’art.22 dello Statuto comunale.
1.
L’avviso di convocazione deve essere notificato al Sindaco e ciascun
Consigliere presso il suo domicilio a mezzo di un messo comunale.
2.
L’avviso di convocazione viene, altresì, comunicato agli Assessori.
3.
La notificazione può essere fatta, in assenza dell’interessato, a persona
di famiglia, convivente o incaricata, o a persona addetta alla casa, con le modalità di cui all’art. 139 del Codice di Procedura Civile.
4.
La notifica può essere sempre fatta dal messo comunale in mani proprie
del destinatario, ovunque lo stesso venga reperito
entro la circoscrizione territoriale del Comune, secondo quanto previsto
dall’art. 138 del Codice di Procedura Civile.
5.
Il messo deve rimettere alla Segreteria comunale dichiarazione di avvenuta notifica, contenente l’indicazione del giorno ed
ora in cui essa è avvenuta e la firma di ricevuta, da conservarsi a corredo
degli atti della seduta consiliare.
6.
La dichiarazione di avvenuta notifica,
certificata dalla firma del messo comunale, può avere forma di elenco-ricevuta,
comprendente più Consiglieri
7.
Al Consigliere non residente nel Comune che non abbia ottemperato
all’obbligo di eleggere domicilio nel territorio comunale secondo quanto
previsto all’art.10 del presente regolamento,
l’avviso di convocazione viene spedito dal messo
comunale al domicilio anagrafico del medesimo a mezzo di raccomandata postale
con avviso di ricevimento, senza altre formalità.
8.
Nei casi regolati dal precedente comma 7, con la spedizione dell’avviso
di convocazione a mezzo di raccomandata postale con
avviso di ricevimento si ritiene osservato, ad ogni effetto, l’obbligo della
notifica.
9.
L’avviso di convocazione può comunque sempre
essere notificato tramite messo del diverso Comune di residenza del
Consigliere.
1.
Per le sessioni ordinarie, l’avviso di convocazione, con accluso l’elenco
degli affari da trattare, le proposte di deliberazione, nonché
le mozioni, gli Ordini del Giorno e le
interrogazioni, deve essere recapitato ai Consiglieri e agli Assessori
almeno cinque giorni interi prima di quello stabilito per l’adunanza.
2.
Per le sessioni straordinarie, il recapito del relativo invito deve
avvenire almeno tre giorni prima di quello stabilito per la riunione.
3.
Nei termini di cui ai commi 1 e 2 sono inclusi i
giorni festivi ricorrenti per calendario.
4.
Per le sedute di seconda convocazione l’avviso
deve essere recapitato almeno 24 ore prima di quella fissata per la riunione.
5.
Nel caso che, effettuate le notifiche degli
avvisi di convocazione, si debbano aggiungere all’ordine del giorno affari
urgenti o sopravvenuti, occorre darne avviso scritto ai Consiglieri e agli
Assessori almeno 24 ore prima della seduta, precisando l’oggetto degli affari
aggiunti.
6.
La maggioranza dei Consiglieri presenti alla seduta ha diritto di
decidere il rinvio al giorno seguente di provvedimenti
relativi ad affari aggiunti all’ordine del giorno, per poterli più
approfonditamente studiare.
7.
Non sussiste alcun obbligo di dare avviso del rinvio, e della conseguente
prosecuzione della seduta per trattare solo questi affari aggiunti, ai
Consiglieri e agli Assessori assenti nel momento in cui esso viene
deciso.
8.
L’eventuale ritardata o omessa consegna
dell’avviso di convocazione si ritiene sanata qualora il Consigliere
interessato partecipi regolarmente alla riunione del Consiglio.
1.
Il Consiglio comunale può essere convocato d’urgenza quando ciò risulti giustificato dalla esigenza dell’esame immediato di
determinati affari, per i quali il rispetto dei termini normali di convocazione
possa comportare pregiudizio per il Comune e per i cittadini.
2.
In questo caso l’avviso di convocazione deve essere recapitato ai
Consiglieri e agli Assessori almeno 24 ore prima della seduta, con l’elenco
degli affari da trattare.
3.
I motivi dell’urgenza possono essere sindacati dal Consiglio comunale il
quale può stabilire a maggioranza dei presenti, che ogni provvedimento sia
rinviato al giorno successivo a quello in cui si tiene
la riunione.
4.
In caso di rinvio al giorno successivo, si
osservano le norme stabilite nel comma 7 del precedente articolo 35.
1.
L’elenco dei titoli degli affari da trattarsi in ciascuna
adunanza del Consiglio comunale, ordinaria o straordinaria, ne
costituisce l’ordine del giorno; le materie di competenza del Consiglio sono
determinate dalla legge.
2.
L’ordine del giorno deve essere chiaramente compilato in modo da
consentire ai Consiglieri di conoscere
esattamente l’elenco degli argomenti che verranno
trattati.
3.
Nell’ordine del giorno debbono essere elencati
distintamente gli affari da trattare in seduta pubblica ed in seduta segreta.
4.
L’ordine del giorno delle adunanze del Consiglio
comunale deve essere pubblicato all’Albo Pretorio del Comune almeno il giorno
precedente a quello stabilito per l’adunanza, a cura del Segretario
comunale. Dello stesso
ne viene dato pubblico avviso, mediante l’affissione di appositi
manifesti, ben visibili sia nelle dimensioni che nella veste grafica, in più
punti della Città, con l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo in cui si
terrà la seduta del Consiglio Comunale.
1.
L’iniziativa delle proposte da iscriversi all’ordine del giorno compete
al Sindaco, alla Giunta comunale, a ogni singolo
Consigliere comunale e ai cittadini secondo le norme dell’art. 22 dello
Statuto comunale.
2.
Le proposte da trattarsi in
Consiglio devono essere presentate per iscritto, e comprendere una relazione
illustrativa che motivi il provvedimento e lo schema della parte dispositiva;
qualora la proposta comporti una spesa, devono essere indicati
i mezzi per farvi fronte.
3.
Ogni Consigliere può presentare proposte di “deliberazioni di indirizzo” dell’attività amministrativa, su materie di
competenza del Consiglio; gli indirizzi approvati dal Consiglio sono vincolanti
per l’Amministrazione comunale.
4.
Le proposte di deliberazione che comportino
modifica o revoca di precedenti deliberazioni devono farne espressa e chiara
menzione nel dispositivo.
5.
Gli uffici comunali garantiscono l’assistenza ai singoli Consiglieri e ai
cittadini che intendano presentare proposte di
deliberazioni.
6.
Tutte le proposte di deliberazione devono riportare i prescritti pareri.
1.
La compilazione dell’ordine del giorno compete al Presidente del Consiglio comunale, che fissa l’ordine di trattazione
degli argomenti sentito il Sindaco e la Conferenza dei Capi Gruppo.
2.
Il Sindaco trasmette al Presidente del Consiglio il testo delle
deliberazioni che intende proporre al Consiglio, per la formazione dell’ordine
del giorno.
3.
I singoli Consiglieri trasmettono parimenti al Presidente del Consiglio
il testo delle proposte di deliberazione che intendono
sottoporre all’assemblea, redatte nelle forme di cui al precedente articolo 38.
4.
Il Presidente del Consiglio è tenuto ad iscrivere all’ordine del giorno
della prima seduta, tutte le proposte a lui inoltrate dal Sindaco, dai singoli
Consiglieri e dai titolari di diritto di
partecipazione.
1.
Gli atti relativi agli argomenti iscritti
all’ordine del giorno vengono depositati
presso la Segreteria comunale o altro ufficio indicato nell’avviso di
convocazione, nel giorno della riunione e nei tre giorni precedenti, durante
l’orario d’ufficio.
2.
L’orario di consultazione deve essere indicato nell’avviso di
convocazione.
3.
3. In ogni caso nessuna proposta può essere sottoposta a deliberazione
consiliare definitiva se non viene depositata con
tutti i documenti necessari per poter essere esaminata almeno quarantotto ore prima di quella di inizio
della seduta.
4.
All’inizio della seduta le proposte ed i documenti vengono
depositati nella sala dell’adunanza e nel corso di essa ogni Consigliere può
consultarli.
1.
Le riunioni del Consiglio comunale si tengono, di regola, presso la sede
comunale, in apposita sala.
2.
Il Presidente del Consiglio, di propria iniziativa, su richiesta del
Sindaco, o della maggioranza dei Capi Gruppo, può stabilire che la riunione si tenga
eccezionalmente in luogo diverso dalla sede comunale, quando ciò sia reso
necessario dall’inagibilità o indisponibilità della sede stessa, o sia motivato
da ragioni di carattere sociale o politico che facciano ritenere opportuna la
presenza del Consiglio sui luoghi ove si verifichino particolari situazioni,
esigenze ed avvenimenti che impegnino la solidarietà generale della comunità.
3.
La sede ove si tiene l’adunanza deve sempre essere indicata nell’avviso
di convocazione.
1.
Il Consiglio Comunale si riunisce in sessione ordinaria per
l’approvazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo.
2.
Ogni altra riunione è in sessione straordinaria.
1.
Le sedute del Consiglio comunale sono sempre pubbliche, con la sola
eccezione dei casi previsti nei successivi commi 3 e 4.
2.
In particolare vengono discussi e deliberati in
seduta pubblica la mozione di sfiducia al Sindaco, le nomine che competono al
Consiglio e le relative revoche.
3.
La seduta del Consiglio non può mai essere pubblica quando si debbano
trattare questioni concernenti persone che comportino apprezzamenti sui meriti,
demeriti, capacità, comportamento pubblico o privato,
moralità delle medesime.
4.
Quando nella trattazione di un affare in seduta pubblica si inserisca una discussione concernente la qualità e
capacità di determinate persone o quando anche l’andamento della discussione,
pur non riguardando persone, determini motivi di ordine morale o di interesse
pubblico da far ritenere dannosa, per il Comune o per terzi, la sua
continuazione in forma pubblica, il Consiglio, su proposta motivata del
Presidente e a maggioranza dei voti espressi in forma palese, delibera il
passaggio in seduta segreta, dandone atto a verbale con espressa annotazione
dei motivi.
5.
Durante la seduta, segreta può restare in aula, oltre ai componenti del Consiglio comunale e agli Assessori, soltanto
il Segretario comunale.