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Chivasso raccontata dagli scatti di Giuseppe Laurella
Si inaugura giovedì 8 maggio a Palazzo Einaudi la mostra del fotografo chivassesse

I mattoni rossi di Palazzo Santa Chiara, l'affascinante facciata tardogotica del Duomo Santa Maria Assunta, uno scorcio casuale della nostra città. Chivasso racconta se stessa, attraverso l'inaugurazione della mostra fotografica curata da Giuseppe Laurella.
L'esposizione dei lavori di Laurella apre i battenti giovedì 8 maggio nel foyer della sala convegni di Palazzo "L. Einaudi", in piazza D'Armi 6, per terminare il 2 giugno. L'ingresso, gratuito, permetterà al pubblico di apprezzare l'opera di un fotografo che si definisce un "ricercatore di immagini".
Giuseppe Laurella nasce a Santhià (Vercelli) nel 1953. Successivamente si trasferisce a Ivrea. Nel 1981 si laurea in Architettura con una tesi sul "Fenomeno Olivetta". Dal 1985 risiede a Chivasso, dove, all'attività di libero professionista affianca quella di insegnante presso la Casa della Gioventù di Castelrosso (ora Casa di Carità Arti e Mestieri). La fotografia, sua passione da sempre, gli ha permesso di collaborare con la Provincia di Vercelli, il Faber Teater, l'Associazione Contatto, l'Associazione di Fontanetto Po G.B. Viotti e i quotidiani de "La Stampa" e "La Repubblica".
«È un grande piacere - dichiara il Sindaco Bruno Matola - presentare alla Città la mostra di Giuseppe Laurella. Un' interessantissima serie di scatti fotografici raffiguranti scorci della nostra Città che, catturati dall'obbiettivo dell'autore, ci rendono immagini famigliari, ma, al tempo stesso, nuove perché rappresentano dettagli, particolari, minuzie visti centinaia di volte ma, forse, mai osservati attentamente».
Il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura, Alessandro Germani, si unisce alle parole del Primo Cittadino, aggiungendo che: «Sarà curioso per il visitatore della mostra provare a collocare ogni fotografia nel contesto da cui è stata estrapolata, in una sorta di percorso al termine del quale ciascuno potrà misurare il proprio grado di conoscenza di Chivasso. Confidiamo che questo evento riceva l'accoglienza che merita da parte del pubblico e rinnoviamo i nostri ringraziamenti a chi lo ha reso possibile».
Lo stesso autore commenta la sua mostra sottolineando che: «Si tratta di una mostra per i chivassesi. Per fissare alcune caratteristiche della città che vivono, in cui passeggiano, lavorano. In una città che cambia, con cantieri che la trasformano. Forse, proprio perché cittadini, non ci si accorge dei cambiamenti. Alcuni particolari possono sfuggire, per abitudine, per disinteresse o semplicemente per distrazione. Ecco che, con questa mostra, vorrei proporre un percorso che accompagni il cittadino "sprovveduto". Ho voluto fissare particolari che rivelano i cambiamenti più rilevanti e altri che ne ricordano, invece, i caratteri storici e tradizionali. Sta al visitatore riconoscere i dettagli, porsi interrogativi. Perché vivere una città significa, anche per la persona più abitudinaria e disinteressata, immedesimarsi in un contesto urbano preciso, che diventa un suo bagaglio personale, un punto di riferimento che non si può cancellare. Vivere una città significa, magari, anche non conoscere i nomi delle vie, ma sapere che cosa avviene in quell'edificio, in quel quartiere, in quella piazza; significa, ancora, percorrere una strada disinteressatamente ma come guidati dall'istinto. Una mostra per Chivasso, dunque, una città certamente oggi più vivibile, per i chivassesi distratti, abitudinari o "fuggitivi", e certamente, anche per chi voglia scoprire qualche particolarità di questa città».

CHI VA PER CHIVASSO - Fotografie di Giuseppe Laurella
Dall'8 Maggio al 2 Giugno 2008 - Palazzo Einaudi - piazza d'Armi 6 - Chivasso
orari: martedì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 19; mercoledì dalle 10 alle 12; sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

Pubblicato il 30 aprile 2008


 
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