L'articolo è apparso sulla Nuova Periferia
Falbo risponde a Castello sulla questione dei dissuasori nella ZTL
Voglio approfittare dell'articolo "Isola pedonale, così è tutto da rifare" apparso sulla "Nuova Periferia" del 30 dicembre 2009, per chiarire ai lettori alcune delle questioni sollevate nel citato articolo e approfittare di questa opportunità per rispondere pubblicamente al consigliere comunale Claudio Castello.
Innanzitutto occorre precisare che l'area a cui si fa riferimento non è un'isola pedonale (divieto assoluto di transito per i veicoli), come affermato nel titolo dell'articolo ma una ZTL, ossia zona a traffico limitato (divieto di transito a veicoli non autorizzati).
L'affermazione di Castello che i dissuasori siano rotti da 15 giorni, non corrisponde al vero. Infatti i cilindri sono perfettamente funzionanti ma sono stati abbassati per permettere al trenino per i bambini, inserito nelle manifestazioni natalizie organizzate dai commercianti, di poter effettuare l'inversione di marcia e per consentire ai mezzi addetti alla spalatura della neve di poter effettuare il proprio intervento.
Voglio ricordare che dal 18 maggio 2009, data in cui è entrato in funzione il sistema, è stato necessario un unico intervento di manutenzione per regolare meglio un sensore.
A proposito dei presunti costi dei dissuasori e della loro manutenzione, va precisato che la fornitura e l'installazione dei dissuasori non è costata niente ai chivassesi, in quanto inseriti nell'appalto per la gestione delle strisce blu e forniti gratuitamente dalla Gestopark; come non costa nulla la manutenzione, sempre a carico della ditta che gestisce i parcheggi a pagamento.
Altra affermazione di Castello che non corrispondente a verità, è quella relativa alla sicurezza. I dissuasori, infatti, sono programmati in modo da abbassarsi automaticamente al suono della sirena delle forze dell'ordine o dei soccorsi e qualora questo non accadesse, nella colonnina di apertura vi è un pulsante che in caso di emergenza consente l'abbassamento dei cilindri.
A proposito di una diversa opzione nella scelta del sistema di controllo, tenuto conto della conformazione del centro storico di Chivasso, con 18 differenti strade che confluiscono sulla via Torino (tratto ZTL), realizzare un sistema con telecamere avrebbe avuto dei costi esorbitanti per la collettività. Inoltre, cosa di non poco conto, la scelta della nostra Amministrazione è stata quella di mettere in atto un sistema "preventivo" e non "repressivo". Si è preferito, insomma, impedire fisicamente l'accesso a via Torino ai veicoli non autorizzati e ridurre il percorso nell'area a traffico limitato per i veicoli in possesso di autorizzazione (tratto via Regis - via Roma e via Roma - via Siccardi), piuttosto che lasciare passare tutti e poi mandargli le multe a casa.
In ultimo, devo contraddire le affermazioni relative ai controlli della Polizia Locale. A questo proposito va considerato che l'organico di agenti a disposizione del nostro Comune è di 20 unità (comandante compreso), diviso su più turni (anche festivi - malattie e ferie) e con competenze che vanno dai controlli anagrafici a quelli del codice della strada. Si tenga anche conto che oltre al centro storico, ci sono le periferie e le frazioni per le quali abbiamo messo a punto il servizio "mobile" e ciò nonostante, se si fa una verifica nel registro dei verbali elevati nell'area ZTL, si può facilmente riscontrare che nel periodo successivo all'attivazione dei dissuasori, sono state elevate n. 65 contravvenzioni per sosta oltre i limiti consentiti, n.79 per transito senza autorizzazione e n.8 per circolazione di mezzi autorizzati fuori dall'orario consentito.
Ora, se mi è concessa, vorrei fare un'ultima considerazione: è comprensibile che a volte i cittadini non abbiano un'informazione dettagliata e completa sulle questioni che riguardano la Pubblica Amministrazione ed è per questo che abbiamo attivato differenti canali di comunicazione facilmente accessibili (URP, Sito Internet, Bacheche territoriali, sms ....) ma quello che mi stupisce è che un consigliere comunale che ha libero accesso a Palazzo Santa Chiara, non sia in grado di utilizzare la struttura del Comune per compiere verifiche, nell'ambito del proprio ruolo di controllo amministrativo, con cognizione di causa e, soprattutto, dando ai cittadini una controinformazione corretta ed attendibile.
L'Assessore alla Sicurezza
Enzo Falbo
Pubblicato il 22 gennaio 2010