Regione Piemonte

Giornata mondiale contro la violenza alle donne - Le iniziative di Chivasso

Pubblicato il 16 novembre 2017 • Pari opportunità

25 novembre - Giornata mondiale
“No” alla violenza contro le donne

Molte le iniziative delle associazioni locali in occasione della ricorrenza

Chivasso dice “No” alla violenza contro le donne. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Castello ha deciso di celebrare la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne con una lunga serie di eventi che riaccendono i riflettori sulla violenza di genere. Un ricco calendario nato grazie alla collaborazione di alcune associazioni cittadine e non solo.
Si comincia sabato 18 novembre, al Teatrino Civico con la Compagnia Rossoinvaligia di Torino, che metterà in scena “W la V.”: spettacolo realizzato per il concorso teatrale nazionale “Città di Chivasso”.
Il 25 novembre, al Teatro dell’Oratorio si svolgerà il “Concerto in onore di Santa Cecilia” della Filarmonica Giuseppe Verdi di Chivasso, mentre il 30 novembre, nuovamente al Teatrino Civico, Blu Room porterà sul palco un “Concerto Jazz” che aiuterà, in musica, a riflettere sulla tematica.
Il 24, 27 e 28 novembre dalle 10 alle 12 al Teatrino Civico, ci sarà la proiezione del film/cortometraggio intitolato “Il lungo giorno di Gloria” per tutti gli studenti del triennio delle scuole secondarie e delle agenzie formative, cui seguirà un dibattito con la regista Claudia Crupi, alla presenza delle consigliere comunali e delle volontarie del centro antiviolenza “La Casa di via Domani”.
La proiezione del film sarà riproposta alla cittadinanza, con le medesime caratteristiche, in un incontro che si effettuerà sabato 25 novembre alle 17,30 presso la Biblioteca civica MoviMente.
Le scuole saranno parte attiva in questa serie di appuntamenti: molti istituti, infatti, hanno voluto dare il loro contributo, bandendo un concorso sulla tematica della violenza rivolto ai ragazzi delle secondarie di primo grado con scadenza a febbraio 2018 e premiazione in occasione dell’Otto Marzo 2018.
Ancora, sabato 25 novembre, in mattinata in piazza della Repubblica, sarà allestito un gazebo con materiale informativo sul tema della giornata. Saranno presenti, oltre alle consigliere comunali, le volontarie del centro antiviolenza “La casa di Via Domani” che in modo appropriato racconteranno le esperienze che quotidianamente si trovano a vivere nelle loro attività di supporto al centro. Verranno distribuite scarpette rosse di cartoncino, fatte dalle volontarie dell’associazione Punto a Capo.
Infine, il 27 Novembre alle ore 18 nella Biblioteca MoMe, lo SPRAR di Chivasso con la Cooperativa Mary Poppins organizzerà l’incontro con Donatella Turri, curatrice del libro '' Viste dal mare, racconti di donne che arrivano e di donne che accolgono'', e con Antar Mohamed, autore del libro '' Timira, romanzo meticcio''.
“E’ soprattutto con un cambiamento culturale che bisogna misurarsi, partendo dalle nuove generazioni - afferma l’assessora alla cultura Tiziana Siragusa -. Per secoli il predominio dell’uomo sulla donna è stato il frutto di una cultura ancestrale che, razionalmente e volutamente, è stata perpetuata anche con teorie pseudoscientifiche che miravano a giustificare il controllo maschile. Oggi, anche se la condizione femminile è cambiata, esistono ancora fenomeni non trascurabili come la violenza domestica, o quella sessuale o tragici, come il femminicidio, che sopravvivono e che la società deve contrastare”.
“La data del 25 novembre è un'occasione preziosa per riflettere sul fenomeno odioso e diffuso della violenza di genere. Un tema su cui davvero si misura il grado di civiltà di una comunità - aggiunge l’assessore al welfare e pari opportunità Claudio Moretti -. Dobbiamo essere tutti pienamente consapevoli che questa non può essere una battaglia solo delle donne, ma un impegno di tutti coloro, donne e uomini, che credono nell'eguaglianza, nei diritti della persona e nella democrazia.
La cronaca quotidiana ci parla di delitti efferati, ma non si tratta solo di questo. Ci sono donne che subiscono quotidianamente maltrattamenti, violenze sessuali e psicologiche, minacce e molestie. Donne, anche minorenni, alle quali viene negato l'accesso all'istruzione o al mondo del lavoro e che, essendo in condizioni di dipendenza economica, non riescono ad allontanarsi da un contesto relazionale di rischio e di violenza. Ogni condotta che mira ad annientare la donna nella sua identità e libertà - non soltanto fisicamente, ma anche nella sua dimensione psicologica, sociale e lavorativa - è una violenza di genere.
Prevenire tutto questo significa anche garantire la sicurezza delle donne per le strade, nei luoghi pubblici e all'interno delle famiglie, contrastare quelle forme diffuse di sottocultura da cui traggono origine le diverse forme di violenza: fisica, psicologica, sociale, relazionale, economica. Un obiettivo che richiede un impegno di tutte le forze del Paese. In questa difficile battaglia noi ci siamo e ci saremo sempre”.

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