Regione Piemonte

Inventario degli atti dell'Archivio Storico Sezione Prima 1156-1900

Ultima modifica 5 ottobre 2017

Riordino eseguito con il contributo del Settore Biblioteche, Archivi e Istituti culturali della Regione Piemonte

Archiviste:
dott.ssa Anna Paolino
dott.ssa Franca Porticelli

Sezione Prima Introduzione dott.ssa Anna Paolino - dott.ssa Franca Porticelli

Il corpus documentario qui preso in considerazione, che va dal 1156 al1900, è stato soggetto a precedenti interventi (riordini, scarti) che hanno modificato l'originaria struttura.
L'intervento più recente è avvenuto nel 1964 quando l'archivista prefettizio Carmine Fulchini fu incaricato del riordino di tutti i documenti dell'archivio comunale. Egli venne a dividere tale materiale creando due sezioni: la prima per gli atti dal 1156 al 1900; la seconda per quelli dal 1901 al 1963. Tale partizione ha naturalmente condizionato i successivi interventi comportando dapprima il riordino e la revisione degli atti dal 1900 al 1963 - incarico affidato dall'Amministrazione Comunale nel 1991 alla dott.ssa Annalisa Della Portella - e in seguito l'attuale intervento che viene così a completare il vaglio completo di tutta la documentazione dell'Archivio Storico. Questo viene pertanto ad articolarsi attualmente in tre sezioni, passibili di future addizioni: la Sezione prima e la Sezione seconda di cui si tratta nel presente Inventario; la Sezione terza che ingloba l'Inventario atti 1901-1963.
Rimandiamo all'esauriente nota introduttiva all'Inventario atti 1901-1963 per ripercorrere le vicende occorse all'Archivio dal 1911 al 1967 e conoscerne i criteri di classificazione e gli scarti succedutisi nel corso di quel cinquantennio. Questi hanno in parte coinvolto anche la documentazione qui presa in esame, comportando l'eliminazione, con lo scarto del 1933, di atti risalenti agli anni dell'occupazione francese (quali i registri dei consiglieri comunali dal 1808 al 1913, le parcelle alloggiamento truppe dal 1706 al 1798, le quietanze esattoriali dal 1798 al 1806, le lettere di polizia dal 1816 al 1878, gli inventari patrimoniali dal 1868 al 1887).
Entrando adesso nel merito del nostro Inventario, noi abbiamo dapprima fatto una revisione completa dell'Inventario redatto dal Fulchini, anche al fine di accertare la rispondenza con l'attuale consistenza: al riguardo segnaliamo l'irreperibilità della "Pianta del vecchio monastero ora Palazzo di Città" del 1852.
Si è quindi proceduto a ricercare tutte quelle informazioni che ci permettessero di ricostruire la struttura originaria dell'archivio così come esso si è andato formando nel corso del tempo. Ed è proprio nel corso della schedatura ex-novo da noi effettuata di tutto il materiale che è emersa una quasi costante presenza di segnatura sugli atti anteriori all'ultimo quarto del XVIII secolo. Di detta segnatura abbiamo poi trovato puntale riscontro in un Inventario, il che ci ha consentito di ricostruire pressoché interamente la struttura originaria data ai documenti dagli Amministratori della Città verso la fine del Settecento.
Tale Inventario è il "Compendio delle scritture dell'Ill.ma Città di Chivasso, Contessa di Castelrosso, compilato nell'anno 1784", redatto dal "Consigliere avv. Bottier con l'assistenza del segretario Vincenzo Benedetto Berardi", incaricati della "formazione d'un ben regolare, espressivo novo inventaro di tutte e singole le scritture". Si tratta di un inventario alquanto analitico i cui redattori si sono premuniti di contrassegnare con asterisco le carte posteriori a una precedente compilazione e di aver "in ogni categoria lasciato fogli in bianco per descrivere le scritture successive". Il lavoro iniziò il 17 luglio 1783 e si concluse dopo quasi un anno, il 25 maggio 1784. I documenti, ripartiti in 34 classi ordinate progressivamente entro 14 categorie non titolate, furono raccolti in "massi" entro "volumi" e vennero poi riposti in "caselle" entro 15 guardaroba a due ordini.
L'Inventario redatto nel 1784 si differenzia dagli Inventari precedenti, che si presentano per lo più come inventari patrimoniali arricchiti via via da successive addizioni, derivando infatti, come altri stilati da varie Comunità verso la fine del Settecento, da precise direttive emanate dall'Amministrazione Centrale. In particolare, il "Regolamento per le amministrazioni de' pubblici nelle città, borghi e luoghi de' Regi Stati in terra ferma di qua da' monti", approvato con Regie Patenti del 6 giugno 1775, dettava norme da osservarsi nella tenuta, inventariazione e conservazione degli archivi comunali. Sotto tale luce va letta anche la premessa contenuta per l'appunto nell'Inventario di Chivasso del 1784 che costituisce un vero e proprio regolamento interno.
Prendendo dunque come guida l'Inventario del 1784 siamo giunti a ricostruire la struttura originaria dell'archivio.
Questo corpus, che costituisce ora la cosiddetta Sezione prima, comprende documenti dal 1156 al 1798, con sparse digressioni nell'Ottocento, necessarie talora per non interrompere una serie, talaltra per rispettare addizioni fatte posteriormente al 1784. Là dove non si è potuto mantenere lo stesso grado di descrizione analitica dell'Inventario settecentesco, per non perdere l'originaria ricchezza d'informazioni abbiamo, via via dove necessario, fatto un preciso rimando nelle Annotazioni.
Si è seguita la sequenza data ai documenti dai compilatori settecenteschi, sequenza che pertanto non sempre risulta rigorosamente cronologica.
Sempre sono stati evidenziati, mantenendoli nel contesto in cui erano inseriti, gli atti redatti su supporto pergamenaceo. Nell'ordinamento dato dal Fulchini le pergamene invece costituivano un corpus a parte, così come il catasto.
Nonostante le vicende e il tempo trascorso, sono a noi pervenuti i faldoni originali, con tracce sulla costa dell'antica classificazione, che sono stati in buona parte conservati inserendoli entro quelli attuali.
Si è anche ricercato e quindi evidenziato, segnandolo nelle Annotazioni, il riscontro con i documenti antichi studiati dal Druetti.
Va ricordato che tra le carte dell'archivio risultava anche la Storia di Chivasso del Borla di cui si è persa traccia.
Una particolare attenzione va riservata alla classe "Scritture diverse", ove risultano inseriti atti di vario argomento, quali gli inventari delle carte d'archivio, carte relative all'istituzione dell'archivio dell'Insinuazione, etc.
In coda a questa Sezione prima - e dunque a sé stante - sono stati da noi collocati quei documenti che pur appartenendo all'arco cronologico abbracciato dall'Inventario del 1784 non risultano esservi stati inclusi; essi, nell'ordine adottato, sono i seguenti: registri degli atti rogati dai notai Antonio Maria Tronzano di Cavour e Giovanni Maria Sacco di Chivasso e dal notaio Pietro Paolo Borla di Chivasso, registri degli atti sottoposti all'Insinuazione, registri degli atti non sottoposti all'Insinuazione, atti del Regio Fisco della Mandria Reale, atti del regio Fisco di Chivasso, registri delle Regie Gabelle, registri degli atti originali e informazioni fiscali, registri delle querele e denunzie fiscali, registri criminali vari. Pubblicato il 21 ottobre 2009

Indice

Indice Sezione Prima 1156 - 1798 (con documenti fino al 1802)

Legenda

Fald. (abbreviazione di Faldone*): in questo campo viene indicata la numerazione unica
progressiva per entrambe le Sezioni.
Fasc. (abbreviazione di Fascicolo): è il campo in cui si indica il numero di catena interno al faldone; sulla camicia è riportato in basso a destra. Sulla camicia è riportato inoltre anche il fascicolo interno alla classe per la Sezione prima, interno alla serie per la Sezione seconda.
Data: sono riportati in questo campo gli estremi cronologici dei documenti. La continuità è indicata con il segno trattino (-) mentre la cesura con il segno punto e virgola (;). Per esempio: 1604-1609 indicherà la presenza continuativa di documenti nell'arco cronologico compreso fra l'anno 1604 e l'anno 1609, mentre 1604-1606;1609 indicherà la presenza continuativa di documenti nell'arco cronologico compreso fra l'anno 1604 e l'anno 1606 e poi un salto cronologico a documenti datati 1609.
Descrizione: nel campo della descrizione si è mantenuta il più possibile la forma originale presente sul documento.
Annotazioni: sono riportati questo campo alcune segnalazioni che si ritengono particolarmente utili, quali rinvii all'Inventario del 1784, stato di conservazione di taluni documenti, etc.

* Nell'Inventario si è mantenuta la denominazione di faldone, piuttosto che quella più consueta a livello nazionale di busta, perché questo termine è tipico dell'ambito piemontese e meglio identifica l'ambiente culturale e umano in cui l'archivio storico di Chivasso fu prodotto.

Note

1 - Vedi Carmine Fulchini, Inventario atti d'archivio. Atti antichi dal 1156 al 1900, Chivasso 1966.
2 - Vedi Carmine Fulchini, Inventario atti d'archivio dall'anno 1901 all'anno 1963, Chivasso 1966
3 - Vedi Annalisa Della Portella, Inventario atti 1901-1963. Revisione del 1991, Chivasso 1993.
4 - Vedi Fulchini, opera citata, faldone 728, fascicolo 2. Resta da indagare se tale Pianta sia stata indebitamente sottratta o se invece sia confluita in altra pratica e/o conservata presso altro ufficio comunale.
5 - È rilegato in pergamena e consta di 264 carte. Nel presente Inventario è collocato nel faldone 62/6.
6 - Le classi vennero dai redattori talora intese come tali, talaltra invece come serie documentarie.
7 - Il più antico Inventario pervenutoci risale al 1535; si tratta di una descrizione abbastanza particolareggiata da cui apprendiamo che i documenti - conservati "in camera palatii comunitatis de super porticos" - erano ripartiti in quattro archivi ossia guardaroba. Indirettamente esso ci fornisce anche l'indicazione dell'esistenza di un più antico Inventario risalente al 1518.
8 - Confronta F.A. Duboin, Raccolta per ordine di materie delle leggi, editti, manifesti, etc..., tomo IX, volume XI, Torino, eredi Bianco e comp., 1833, pagine 598-655.
9 - Vedi Inventario 1784, carte 2 seguenti.
10 - Tali aggiunte risultano, però, perlopiù occasionali e non sempre appropriate nella classificazione.
11 - Per le pergamene abbiamo conservato la camicia e la relativa segnatura riportata dal Fulchini in quanto risalente a una ancora precedente e non individuata inventariazione.
12 -Vedi Carmine Fulchini, Catasto antico dal 1287 al 1877, con numerazione dal n. 1 al n. 100.
13 - Vedi Vincenzo Druetti, Le carte dell'archivio comunale di Chivasso fino al 1305, Biblioteca della Società Storica Subalpina, Pinerolo 1908, pagine 275-310. Estratto presente nell'Archivio Comunale di Chivasso alla categoria I, faldone 2, fascicolo 7 dell'Inventario degli atti d'archivio dall'anno 1901 all'anno 1963 curato dal citato Fulchini.
14 - "Altro libro intitolato Storia di Chivasso compilata dal R. Padre Lettore Borla agostiniano...": il manoscritto risulta così ricordato alla carta 20 recto dell'Inventario del 1784, inserito nella classe "Statuti e Storia di Chivasso".