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L'edificio d'imbocco del Canale Cavour

Ultima modifica 27 settembre 2017

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edificio d'imbocco canale cavour

Canale Cavour - Edificio della presa delle acque del Po. Prospetto e sezioni.Senza firma, anno 1864

Questa monumentale chiavica è il punto di inizio di quel celebre canale Cavour che fu uno dei massimi raggiungimenti dell’ingegneria ottocentesca e che, con opportune modifiche e integrazioni, è tuttora efficiente. Il   canale fu completato in soli tre anni, fra il 1863 e il 1866, per volontà di Camillo Benso di Cavour: principale scopo dell’impresa era quello di portare acque irrigue nel Piemonte nordorientale, alimentando in particolare le colture risicole del Vercellese e del Novarese. Questo corso d’acqua artificiale, infatti, lungo quasi 85 chilometri, convoglia le acque del Po all’altezza di Chivasso, accoglie poi quelle della Dora Baltea, sottopassa il Sesia e termina nel comune di Galliate confluendo nel fiume Ticino. La chiavica di Chivasso risale al settimo decennio dell’Ottocento ed è funzionante: è infatti costruita in pietre e mattoni resistentissimi. Di fianco a questo storico edificio sorge un monumento in bronzo, opera dello scultore Francesco Porzio (1898), che raffigura l’ingegner Carlo Noè, l’infaticabile progettista e direttore dei lavori dell’intero canale.

In verità, la gloria dell’opera d’ingegneria spetta anche a un semplice agrimensore: il vercellese Francesco Rossi, che fra il 1842 e il 1846 stese un progetto dal quale il Noè trasse molti spunti.

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