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Palazzo Santa Chiara

Ultima modifica 27 settembre 2017

Il palazzo fu edificato tra il 1739 e la seconda metà del XVIII secolo dal padre gesuita Antonio Falletti di Barolo come convento delle Clarisse Osservanti, destinazione dalla quale deriva il nome. Il complesso, troppo dispendioso, rimase però incompiuto: l’attuale facciata del palazzo, ornata da un’interessante meridiana  restaurata nel 1999 da Mario Tebenghi, altro non è che una manica del chiostro conventuale, mai condotto a termine.

palzzo di santa chiara

Palazzo di Santa Chiara – Scalone monumentale con rampa e pianerottoli in pietra e volte a vela comitale con costoloni intrecciati, rosone ovale e spicchi angolari.

Al piano terreno dell’edificio, dove vi era una cappella, fu allestito intorno al 1864 un teatrino che è tuttora utilizzato: fu progettato dall’ingegner Fausto Gozzano, attore dilettante e padre del celebre poeta Guido.

Di fronte a questo ambiente, si apre la sala consiliare decorata con affreschi di gusto umbertino.

Al primo piano del palazzo si ammirano ben cinque opere dell’artista ottocentesco Demetrio Cosola, uno dei maestri della pittura verista in Piemonte, che fu attivo a Chivasso: due, visibili nella sala della giunta comunale,  sono i giovanili ritratti ad olio che raffigurano i genitori del pittore (1875); altre due sono un nudo virile e il ritratto del fisico chivassese Giuseppe Basso. La quinta opera è un vasto pastello, conservato presso l’ufficio del sindaco: La vaccinazione in Piemonte. Questo bellissimo tableau vivant, acuta descrizione della società chivassese contemporanea all’artista, fu eseguito intorno al 1894: rappresenta, con notevole luminosità coloristica ed equilibrio formale,  la vaccinazione antivaiolosa di alcuni bambini, prescrizione sanitaria resa obbligatoria nella nostra città prima che in altre località del Piemonte. Nello studio del primo cittadino meritano inoltre uno sguardo, per il loro interesse storico,  due vedute su carta della città di Chivasso, databili al secondo Settecento. Sempre al primo piano del palazzo, nel corridoio della manica occidentale, sono esposte alcune opere di artisti chivassesi contemporanei.

 

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