Regione Piemonte

Conclusa la settimana del rifugiato

Published on 22 June 2018 • Comune

Fondamentale la sinergia e la collaborazione fra i soggetti coinvolti nei progetti

Celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato

                      Il Vice Prefetto Accardi ha evidenziato la bontà del modello di accoglienza di Chivasso

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che ricorre il 20 giugno, la biblioteca civica MOviMEnte, nella serata di mercoledì ha ospitato un'interessante serata di riflessione e confronto dal titolo “S.P.R.A.R. A porte aperte – Dall'altra parte dell'accoglienza: il territorio si racconta”, che ha visto la partecipazione del Vice Prefetto di Torino, dottor Paolo Accardi, Dirigente dell'Area Immigrazione della Provincia, dell'Assessore alle Politiche per l'Accoglienza del Comune di Chivasso, dottor Claudio Moretti, del Funzionario del Comune di Chivasso per i Servizi Demografici, Licia La Porta, dei rappresentanti delle cooperative che gestiscono i progetti di accoglienza sul territorio – Mary Poppins e Nemo – e della Caritas cittadina.

“Grazie agli Amministratori che sono venuti prima di me e al grande lavoro che hanno fatto e che continuano a fare i Funzionari comunali, la nostra città ha scelto un modo veramente buono di occuparsi di accoglienza – ha detto l'Assessore Moretti aprendo gli interventi -. Proprio in questi giorni, durante un incontro a Cascina Caccia fra il Prefetto di Torino e i Sindaci del territorio, sono stato invitato a parlare dell'esperienza di Chivasso, dove un bene che è stato confiscato al crimine organizzato (la villa di corso Galileo Ferraris) e consegnato al Comune, è stato restituito alla comunità come luogo di accoglienza e vi abitano dodici ragazzi richiedenti asilo o rifugiati. Ma questa serata credo sia l'occasione per riflettere su alcuni interrogativi: abbiamo sbagliato qualcosa? C'è qualcosa di meglio che possiamo fare? Ci sono soluzioni più efficaci di quelle messe in atto fino ad oggi?”.

Il Vice Prefetto Accardi ha tracciato una panoramica sull'immigrazione fornendo una serie di dati su scala nazionale, ma senza dimenticare, e anzi ricordandolo a tutti, quello che spinge queste persone a lasciare i loro paesi di origine: le condizioni di estrema povertà, condizioni climatiche e ambientali al limite della sopravvivenza, i conflitti. Il dottor Accardi ha voluto ringraziare l'Assessore Moretti per aver proseguito, implementando, gli interventi sull'accoglienza ed ha sottolineato come grazie alla sinergia che si è creata tra Prefettura (che gestisce direttamente i quattro CAS – Centri di Accoglienza Straordinaria presenti in città) e il Comune, referente del progetto SPRAR che accoglie 21 donne e che si impegna con un interessamento costante e continuo di tutte le persone accolte sul territorio nell'ambito dei diversi progetti di accoglienza gestiti dalle Cooperative, la città vanta una situazione ottimale, perché non propone solo un'accoglienza fatta di offerta di beni di prima necessità come una casa, del cibo e degli abiti, ma sono anche molteplici le attività di integrazione, con progetti formativi e di inserimento professionale. “Una realtà come quella di Chivasso – ha concluso il Vice Prefetto -, è una realtà che porta acqua al mulino dell'accoglienza ed i risultati sono importanti perché tutti gli enti coinvolti – Prefettura, Comune, Cooperative, associazioni di volontariato – collaborano fra loro”. Il Piemonte ha sposato un'idea di micro accoglienza, ha ancora detto il Vice Prefetto, evitando le grandi strutture con centinaia di persone, dove i rischi per l'ordine pubblico possono effettivamente essere grandi, mentre questo non succede quando ci sono micro realtà come quelle di Chivasso, dove è difficile che si creino dei disordini e che nascano dei fenomeni di sfruttamento dell'accoglienza per l'arricchimento personale.

“Il fenomeno migratorio è complesso e va certamente gestito collaborando con gli altri Paesi – ha concluso il Vice Prefetto -, ma i numeri di cui si parla oggi in Italia, in relazione alla presenza di immigrati, non devono certamente spaventare. Ma perché le cose vadano meglio, anche la società civile deve essere disposta ad accogliere e ad integrare, proprio come sta dimostrando Chivasso”.

Chivasso, 22 Giugno 2018

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