Regione Piemonte

Incontro sui beni confiscati a Cascina Caccia

Published on 22 June 2018 • Comune

Chivasso ha raccontato la sua esperienza virtuosa della Casa della Legalità

Vertice sui beni confiscati al crimine organizzato

                Martedì 19 giugno il Prefetto di Torino ha incontrato i Sindaci del territorio a Cascina Caccia

Nella mattinata di martedì 19 giugno, a Cascina Caccia a San Sebastiano da Po, la Prefettura di Torino ha promosso un incontro per promuovere e condividere le iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio pubblico immobiliare rappresentato dai beni confiscati al crimine organizzato (Decreto Legislativo del 6 settembre 2011 n.159).

Il momento di confronto è stata un'occasione importante per approfondire le modalità perseguibili per un utilizzo ottimale di questi beni. La partecipazione ha coinvolto Sindaci e Amministratori del territorio, i rappresentanti dell'Agenzia nazionale Beni Confiscati, dell'Agenzia del Demanio di Piemonte e Valle d'Aosta, con la partecipazione del Presidente del Tribunale di Ivrea.

Ad aprire la mattinata di lavori, è stato l'Assessore alle Politiche per l'Accoglienza del Comune di Chivasso, dottor Claudio Moretti, che su invito del Prefetto di Torino, dottor Renato Saccone, ha raccontato l'esperienza che ha coinvolto la nostra città, dove un bene confiscato alla criminalità organizzata (la villa di corso Galileo Ferraris divenuta la Casa della Legalità), è stata consegnata al Comune che, insieme alla Prefettura, ne ha predisposto la ristrutturazione destinandola poi all'accoglienza di dodici ragazzi richiedenti asilo o rifugiati.

“L'Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Claudio Castello ha proseguito sulla direzione intrapresa dai nostri predecessori – ha spiegato il dottor Moretti -, sostenendo ed implementando i progetti destinati all'accoglienza. Credo che la nostra città abbia scelto un buon utilizzo di questo bene confiscato e, in accordo con la Prefettura, ne ha fatto un simbolo della lotta alla Legalità”.

Come hanno sottolineato i vertici della Prefettura, non solo a Cascina Caccia, ma anche nella serata di mercoledì 20 giugno svoltasi presso la Biblioteca Civica di Chivasso in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato e con la partecipazione del Vice Prefetto, Paolo Accardi, Chivasso è un esempio virtuoso di utilizzo di un bene confiscato, un bene-simbolo riconsegnato alla comunità e messo al suo servizio.

Come ha spiegato anche il Presidente del Tribunale di Ivrea, dottor Vincenzo Maria Bevilacqua, nel corso delle indagini e delle operazioni contro la criminalità organizzata si è capito che il vero timore di quest'ultima è quello che vengano “aggrediti” proprio i beni acquisiti e cioè che venga colpito il potere economico. E' anche auspicabile, è stato detto rivolgendosi agli Amministratori, evitare di vendere o alienare i beni confiscati per “fare cassa”, perché è importante che la comunità se ne riappropri, per l'alto valore simbolico che il bene riveste e per l'aspetto educativo di tale azione.

 Chivasso,  21 giugno 2018

Servizio Informazione