Regione Piemonte

Appello al Consiglio di Stato: precisazioni su Area “Mauriziano”

Published on 16 March 2018 • Comune

Dopo la sentenza del TAR resta comunque valida la convenzione edilizia del 2006
Precisazioni su Area “Mauriziano”

La Giunta Comunale con Deliberazione assunta in data 15 gennaio 2018 ha autorizzato l’appello al Consiglio di Stato contro la sentenza avversa n.959 del 9 agosto 2017 emessa da TAR Piemonte nel ricorso R.G.N. n.348/10 presentato da Lega Ambiente.

Rilevato che è sempre necessario ed opportuno che le Amministrazioni si difendano in tutti i gradi del giudizio per sostenere la legittimità dei propri atti, in particolare in quelle occasioni nelle quali non ne condividono assunti e motivazioni poste alla base del giudizio.

Nel caso specifico va ricordato che il Progetto Preliminare del Piano Particolareggiato edilizio in Variante, oggetto di appello in giudizio avanti al Consiglio di Stato è stato approvato nel Consiglio Comunale in data 27 aprile 2009. La Regione Piemonte, con propria Deliberazione n.11 in data 17 maggio 2010, ha successivamente approvato il Piano Particolareggiato dell’Area costituente contestuale Variante del Piano Regolatore Generale.

L’iniziativa urbanistica avviata dal Comune di Chivasso traeva origine dall’esigenza di includere nel processo di trasformazione edilizia anche l’area produttiva esistente in loco (fabbrica di carpenteria metallica) consentendo di liberare l’area da una evidente impropria localizzazione in stato di avanzato abbandono, oltrechè di migliorare le dotazioni infrastrutturali d’area, spostando il tracciato della viabilità di attraversamento del area parco, in prossimità dell’edificato esistente, in modo tale da eliminare la previsione originaria di una strada che divide in due il parco.

Giova ricordare che le volumetrie edificatorie antecedenti alla approvazione della Variante Urbanistica in questione risultavano pari a 42.000 metri cubi, in ragione della convenzione edilizia sottoscritta dagli aventi causa nel 2006. Si evidenzia quindi come già prima della Proposta di Variante, i lotti oggetto della variante esprimessero una concreta autonoma capacità edificatoria, che continua a permanere in quei termini tutt’oggi anche a seguito della sentenza del TAR.

Occorre inoltre rimarcare come le motivazioni poste a suffragio della sentenza del TAR Piemonte, non tengano in debita considerazione, le opere di salvaguardia idraulica e messa in sicurezza realizzate dal Comune e collaudate dalla Regione Piemonte, in data antecedente alla approvazione della variante stessa, che hanno migliorato concretamente il complesso del quadro geomorfologico dell’area in questione.

Servizio Informazione, 15 marzo 2018
37/1NV