Regione Piemonte

Presentato il volume sui caduti italiani a Przemisl

Published on 29 January 2019 • 2019 , News

Il progetto era nato in occasione del gemellaggio fra Chivasso e la città polacca
La ricerca storica sugli internati militari di Przemysl
Il volume di Victoria Musiolek-Romano colma una lacuna e racconta pagine inedite di storia

Si è tenuta venerdì 25 gennaio, nello spazio conferenze della biblioteca civica MoviMente, la presentazione del libro: “Un lager ai piedi dei Carpazi. Gli internati militari italiani nello Stalag 327 di Przemysl (1943-1944)” scritto da Victoria Musiolek-Romano, un appuntamento inserito nell'ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria.

L'idea del progetto di ricerca, concretizzato poi in questo volume, era nata nel novembre del 2016, durante una visita a Chivasso della delegazione polacca guidata dal Sindaco di Prezmysl, Robert Choma, per gettare le basi del gemellaggio che nella primavera del 2017 avrebbe legato le due città. Fu l'allora Sindaco Libero Ciuffreda a ipotizzare che la ricerca fosse sostenuta anche dal Comune di Chivasso, proprio per approfondire il legame che unisce la comunità polacca con quella chivassese e che affonda le sue radici nel passaggio dei soldati polacchi che durante la Prima Guerra Mondiale erano nel campo di raccolta della Mandria di Chivasso, in attesa di fare ritorno in patria: tra i soldati polacchi costretti a servire nell'esercito austro-ungarico e presi prigionieri dagli italiani, per poi essere liberati alla fine del 1918, più di 22 mila vennero mandati alla Mandria, dove ricevettero aiuto e conforto dai chivassesi. La maggior parte di loro venne inquadrata nel nuovo esercito polacco in formazione e ritornò in Patria per difendere la libertà da poco conquistata; ma questa non fu la sorte di tutti: i più provati perirono e le loro spoglie riposano ancora nella nostra città, accanto ai caduti italiani, accomunati dal sacrificio per la libertà di entrambi i Paesi. Ma il legame che unisce Chivasso alla Polonia è proseguito anche nella Seconda Guerra Mondiale: a Przemysl, infatti, ci sono ancora le fosse comuni dove furono seppelliti i corpi degli internati militari italiani che furono catturati dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943. Mentre per i soldati polacchi presenti alla Mandria di Chivasso sono state effettuate numerose ricerche ed esistono molte pubblicazioni, sulla storia degli Imi di Przemysl avevamo pochissime informazioni.

Il volume della dottoressa Musiolek-Romano colma questa lacuna storica e presenta i risultati del progetto di ricerca finanziato dalla Città di Chivasso, promosso dal Consolato onorario della repubblica di Polonia e dall'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, e con il contributo del Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana.

All'incontro erano presenti, insieme all'Autrice, l'Assessore Pasquale Centin, il Console Onorario della Repubblica di Polonia in Torino, Ulrico Leiss de Leimburg, e il professor Luciano Boccalatte, Direttore dell'Istituto piemontese per la storia della Resistenza.

“A nome dell'Amministrazione comunale ringrazio la dottoressa Victoria Musiolek-Romano, di cui conosciamo la indiscussa preparazione, per il lavoro svolto, un lavoro di carattere storico e di ricerca certosina negli archivi – è intervenuto l'Assessore Pasquale Centin -. Il libro è stato voluto e concordato anche con la Città di Chivasso quale segno tangibile del forte legame che esiste fra la nostra Città e Przemysl. La storia di ognuna di queste persone, i loro sogni, le loro aspirazioni, meriterebbero un romanzo, perché il rischio è che non ci sia il passaggio di testimone fra le generazioni per conservare la memoria di quegli eventi e che i fantasmi lugubri del passato si possano ripresentare oggi in forme diverse, mettendo in pericolo la Pace e la democrazia conquistate con così grande fatica e sacrificio di giovani vite umane”.

Pubblicato il 29 gennaio 2019
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