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Targa in ricordo del Generale dell'Arma dei Carabinieri Fedele De Giorgis

Published on 28 September 2018 • Cultura

Una toccante cerimonia in occasione del 200° di presenza dell'Arma in città
Targa in ricordo del Generale Fedele De Giorgis
Scoperta nell'androne di Palazzo Einaudi, ricorda il militare che nacque a Chivasso nel 1887

Sabato 22 e domenica 23 settembre, la città ha omaggiato l'Arma dei Carabinieri, che nel fine settimana ha celebrato i duecento anni di presenza dei militari a Chivasso e l'85° anniversario di fondazione della sezione “Salvo D'Acquisto”.

Momento centrale dei festeggiamenti lo scoprimento di due targhe affisse nell'androne di ingresso di Palazzo Einaudi, ex Caserma Giordana. La prima è dedicata al Generale Fedele De Giorgis, nato a Chivasso il 17 gennaio del 1887, mentre la seconda ricorda che, proprio l'ex Caserma Giordana ospitò il primo presidio cittadino dei Carabinieri.

Figura di altissimo livello, Fedele De Giorgis, Generale di Corpo d'Armata e primo Comandante dell'Arma dei Carabinieri nel dopoguerra, dal 1938 al 1940 fu al comando della terza divisione alpina “Jiulia”, di stanza in Albania, e il 1° gennaio 1940 venne promosso maggiore generale. Dal 1941 venne trasferito in Africa settentrionale, al comando della 55esima Divisione “Fanteria Savona” e divenne anche capo della delegazione della Commissione italiana di armistizio tra Francia e Siria. Fu proprio durante questo periodo che propose l'idea della legione straniera italiana, che venne accolta positivamente dallo Stato Maggiore Italiano. Il 17 gennaio 1942 dovette arrendersi agli inglesi ad Halfaya e venne fatto prigioniero; liberato, tornò in patria e dal 16 maggio 1947 al 24 maggio 1950 fu il comandante in capo dell'Arma dei Carabineri.

In particolare, il suo nome è legato ad una iniziativa di alto valore sociale: egli, infatti, fu ispiratore e fondatore dell'Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Carabinieri, che nel corso degli anni ha aiutato moltissimi bambini e giovani, ospitandoli presso i propri collegi, ma anche assistendo direttamente le madri rimaste vedove, e sostenendo le spese per gli studi di tanti ragazzi. Il patrimonio iniziale dell'Opera era costituito da 37 milioni di lire e per formarlo il Generale De Giorgis chiese ai Carabinieri di ogni grado di offrire una giornata di stipendio. Con le risorse disponibili venne acquistato un vecchio fabbricato a San Mauro Torinese, sulla collina di Superga, che, una volta terminati i lavori di ristrutturazione, divenne il primo collegio dell'Opera, retto dai Padri Salesiani, dedicato ai bambini della fascia d'età delle scuole elementari. Dal 1951 l'Opera cominciò ad assistere anche le orfane e venne stipulata una convenzione con le Suore Salesiane di Santa Maria Ausiliatrice per il ricovero delle ragazze presso il collegio di Mornese, in provincia di Alessandria.

In quegli anni le finalità dell'Opera erano di fornire agli orfani una cultura di tipo professionale, per rendere più agevole l'inserimento nel mondo del lavoro e mirata soprattutto all'apprendimento di un'arte o un mestiere. Negli anni, la filosofia dell'Opera si trasformò e vennero stipulate convenzioni con le scuole superiori classiche e scientifiche per consentire agli allievi che dimostravano attitudine di proseguire negli studi. Oggi l'Orfani assiste circa 1000 orfani, a ciascuno dei quali eroga un sostegno semestrale, distinto per fasce d'età, sino al compimento degli studi, mentre l'assistenza agli orfani disabili è a vita. Le disponibilità finanziarie sono date dai contributi volontari mensili elargiti dai militari di ogni grado dell'Arma dei Carabinieri e l'Opera non percepisce finanziamenti da parte dello Stato.

Il Generale De Giorgis promosse dunque un progetto di altissimo valore morale, che ancora oggi garantisce sostegno a molti giovani e offre loro l'opportunità di costruire solide basi per il futuro personale e professionale.

Per ricordare questo cittadino illustre, oltre alla targa già posta a Palazzo Einaudi, nei prossimi mesi una seconda targa alla memoria del Generale De Giorgis verrà posta al “Famedio”, nel cimitero cittadino. Le celebrazioni sono state curate di Carabinieri in congedo della sezione “Salvo D'Acquisto”.


Servizio Informazione 24 settembre 2018