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TARI 2018 - Aumenti contenuti di oltre il 50% rispetto a quelli programmati

Published on 1 February 2018 • Comune

Pesano gli “insoluti” TIA dal 2006 al 2012
Tari: aumenti contenuti di oltre il 50% rispetto a quelli programmati
L’impegno dell’Amministrazione per ridurre l’aumento medio dal 16% al 7,67%

Si è tenuta questa mattina, in Sala Giunta, la conferenza stampa per illustrare gli aumento legati alla Tari, la tassa sulla raccolta dei rifiuti. Erano presenti il sindaco Claudio Castello, l’Assessore al Bilancio Chiara Casalino, la Responsabile del Servizio Tributi Roberta Pesca, alcuni Assessori e Consiglieri di Maggioranza.

Per l’anno 2018, la Tassa Rifiuti aumenta, un aumento che era già stato programmato nel 2017 con la deliberazione del Consiglio Comunale di approvazione del Piano Finanziario TARI.

“L’aumento che siamo obbligati ad applicare oggi deriva da debiti che partono dal 2006 al 2012, debiti contratti dalle amministrazioni di centro destra – ha spiegato il sindaco Castello -. È allora piuttosto paradossale che oggi proprio il centro destra sia così prodigo di consigli su come gestire la tassa rifiuti: avesse lavorato meglio quando era al governo, vigilando sugli insoluti, oggi non ci troveremmo in questa situazione. Il debito è molto consistente e l’aumento medio previsto come ipotesi era molto più alto: molto lavoro è stato fatto per riuscire a renderlo ‘accettabile’ e non gravare troppo sulle tasche dei cittadini.

Non ci sono soluzioni facili alla questione: non si possono usare risorse diverse da quelle che abbiamo messo in campo e chi dice il contrario, o non sa di cosa parla, o racconta bugie pur di ottenere consenso. Non è affatto facile chiedere sacrifici ai chivassesi, non lo è per nessuno”.

La necessità di tale aumento, pari al 12%, è da imputarsi per la maggior parte alla quota di “insoluti” TIA che, secondo quanto stabilito dalle norme vigenti, non può essere assorbita dal Comune nel Bilancio Generale, ma deve essere obbligatoriamente incluso nei costi del Servizio. Inoltre, in fase di predisposizione del Bilancio di Esercizio per il 2018, nel novembre scorso, per poter definire i costi del servizio e le relative entrate, si è dovuto procedere ad aggiornare anche l’incidenza media degli “insoluti” TARI. Tale verifica faceva risultare un incremento delle somme non incassate con una percentuale di “insoluti” pari al 20,20 %, superiore a quella dell’anno precedente: sulla base di queste risultanze si prospettava la necessità di applicare un aumento del 16% anziché del 12%.

“Comprendendo l’insostenibilità di un tale aumento per i contribuenti – ha detto l’assessore Casalino -, l’Amministrazione ha tentato tutte le strade possibili per ridurre l’incremento dei costi e delle conseguenti tariffe della Tassa Rifiuti”.

Tre le ipotesi prospettate, la prima: per ridurre l’aumento ed evitare di dover spalmare sui cittadini le quote degli “insoluti” TIA 2006/2012 da riconoscere al Consorzio di Bacino 16 che gestisce il servizio, l’Amministrazione ha ipotizzato di poter far fronte a questa somma utilizzando l’Avanzo di Amministrazione, ma dalla verifica tecnica effettuata è risultato che non era possibile procedere in tale senso a causa di una norma specifica che impone l’inserimento degli insoluti nel piano finanziario della TARI.

A tale riguardo occorre tener conto che, in base alla vigente normativa, il gettito della tassa rifiuti deve coprire il 100% dei costi di esercizio e di investimento del servizio di igiene urbana, come definiti dalla norma stessa.

La seconda: un’altra strada percorribile era quella di utilizzare i proventi derivanti dal recupero “evasione”. Con tale decisione i costi del servizio da “coprire” si sono effettivamente ridotti di circa 400.000 euro, portando la percentuale di aumento dei costi al 9,5%.

La terza: a seguito di successive trattative con i vertici del Consorzio di Bacino 16 è stata poi convenuta una riduzione della quota di “insoluti” TIA (da 600.000 a 500.000) caricandone momentaneamente una parte sul piano finanziario del 2019.

Nel frattempo, sono già stati avviati i confronti con SETA per eventualmente addivenire nel 2019 ad una revisione dei servizi resi, ovvero dei relativi costi. Va considerato infatti che il Comune di Chivasso ha dei costi di Igiene Ambientale più elevati rispetto agli altri Comuni del Consorzio, in quanto dispone di una superficie territoriale molto vasta, rispetto al numero di abitanti, ed usufruisce di maggiori servizi aggiuntivi. Si pensi, ad esempio, che lo spazzamento delle strade a Chivasso incide per oltre 1 milione di euro (6 passaggi a settimana), mentre in altri Comuni anche di maggiori dimensioni questo servizio ha una frequenza molto minore, con un conseguente minor costo da ripartire sugli utenti del servizio.

Pertanto, per l’anno 2018 si dovrebbe giungere ad un incremento medio dei costi del 7,67% rispetto al 2017, con una riduzione di oltre 8 punti percentuali rispetto a quello che era stato inizialmente paventato (16%). L’incremento, dati gli accantonamenti dovuti per legge, non avrebbe comunque potuto essere inferiore al 5%.

Inoltre, grazie anche al recupero evasione effettuato negli ultimi anni, per le utenze non domestiche l’incremento delle tariffe proposto dall’Amministrazione Comunale all’approvazione del Consiglio Comunale sarà comunque inferiore al 5%, mentre per le utenze domestiche, gli incrementi stimati varieranno tra il 3% e l’8% a causa della diversa ripartizione fra parte fissa della TARI (rapportata alla metratura dei locali ed al numero dei componenti il nucleo famigliare) e parte variabile della stessa (correlata esclusivamente al numero dei componenti il nucleo famigliare).

Per le fasce economicamente più deboli (fino 14.000 ISEE) non è previsto nessun aumento, anzi sarà possibile estendere la platea degli aventi diritto alle agevolazioni e la portata delle agevolazioni stesse.

“Preme infine evidenziare – sottolinea il Sindaco Castello - che questa Amministrazione ha fatto e farà tutto il possibile per ridurre ulteriormente il peso dei prossimi piani finanziari TARI, senza illudersi però - e illuderci – sulla complessità del tema. Innanzitutto perché le variabili che conducono alla determinazione delle tariffe TARI delle singole categorie di utenza sono talmente numerose che è assai arduo effettuare una comparazione omogenea delle stesse tra Comuni differenti: occorre infatti tener contro del livello dei servizi, della conformazione territoriale, della popolazione, delle diverse tipologia di utenza, della metratura iscritta a ruolo, della distribuzione dei costi tra parte fissa e variabile o tra utenze domestiche e non domestiche, dei coefficienti applicati, della morosità dei contribuenti, ecc.”.

“Infine – concludono il Sindaco e l’Assessore Casalino - come peraltro già evidenziato nel DUP approvato dal Consiglio Comunale, per il futuro è intenzione di questa Amministrazione far effettuare uno studio di fattibilità e una possibile sperimentazione sulla Tariffa Puntuale, senza però illudere i contribuenti sul risparmio che potrebbe derivare dall’applicazione della stessa”.

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